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Come Realizzare una Vaschetta per Uccelli con una Bottiglia di Vetro

Anche una bottiglia di vetro già utilizzata e pronta per essere gettata in un apposito cassonetto può avere una seconda vita. Come si può fare? Con pochi e semplici passaggi, tutto è possibile!

Ovviamente, il primo oggetto che serve per questa opera è la bottiglia di vetro. Con l’ausilio di un semplice spago, di un piccolo boccaglio per l’acqua e un tubicino di cristallo, l’obiettivo può essere raggiunto ancora più con facilità e rapidità. Vi basterà utilizzare questi accessori in maniera adeguata e combinarli al meglio per dare vita ad una composizione davvero ricca di sorprese, ideale per chi ha intenzione di impreziosire il proprio giardino ed è appassionato di uccelli.

Questi ultimi potranno infatti dare un’occhiata all’opera e restare estasiati di fronte a decorazioni realizzate con tanta cura e dedizione. Le creature volatili potranno così volare e starnazzare per il giardino con tanta felicità. Ma ora passiamo alla procedura vera e propria per riciclare una bottiglia di vetro che ormai era da considerarsi inutile, da buttare.

Per realizzare quella che possiamo considerare come una vaschetta per gli uccelli, tenete innanzitutto tutti i prodotti citati a portata di mano. Prendete poi la bottiglia di vetro e avvolgete intorno alla stessa il vostro spago. Completate quest’ultimo con un nodo a cravatta e fate in modo che la bottiglia sia sospesa sul filo. Il collo della bottiglia deve essere sempre rivolto verso il basso, altrimenti non potete andare avanti nella vostra opera di riciclo creativo.

All’interno della bottiglia, aggiungete un po’ di acqua con zucchero e sigillate la nuova vaschetta con un filtro per l’acqua. Sigillate tutto con l’ausilio del boccaglio, che può essere acquistato presso qualsiasi negozio di animali. Continuate a riciclare una bottiglia di vetro.

Decoratelo come desiderate ed aggiungete qualsiasi genere di disegno per rendere il lavoro sempre più accattivante dal punto di vista stilistico. Se volete risparmiare tempo, prendete direttamente una bottiglia colorata e già decorata. Appendete la bottiglia su un ramo di un albero del vostro giardino e aspettate che l’uccello arrivi per bere un pochino d’acqua.

Nel giro di poco tempo, avete dato vita ad una composizione con i fiocchi e la vostra area verde sarà impreziosita da una lunga sequenza di gioiosi uccellini! Ovviamente, sta a voi stabilire il modello della bottiglia, i colori che volete conferirle e tutte le misure necessarie per la vostra vaschetta per gli uccelli. Non vi resta altro da fare che divertirvi!

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Come si Utilizzano le Alghe in Cucina

Usate le alghe in cucina? Siete curiose di capire come conoscere e usare le alghe?
Capisco che nell’immaginario collettivo l’idea di cibarsi di alghe, cioè di piante del mare, non sia una cosa molto comune, ma questo solo perché non si conoscono le loro tantissime proprietà.

Nelle zone in cui si consuma poco pesce, possono essere un ottimo alimento per consumare la quantità di iodio che serve al corpo umano, e nella nostra cucina di tutti giorni sono un valido aiuto per l’assunzione di calcio e sali minerali.

Il loro uso in cucina è davvero vario, e il loro utilizzo risale all’antichità, soprattutto a partire da paesi come il Giappone, la Cina e l’Europa nord occidentale, dove sono sempre state usate e apprezzate. Qui in Italia vari tipi di alghe sono acquistabili in tutti i negozi di alimenti biologici, e la maggior parte delle alghe in commercio derivano dai mari del Giappone e della Bretagna.

Anche se le caratteristiche variano in base a quale alga si consuma, possiamo dire che tutte sono ricche di sali minerali, calcio, ferro, iodio, potassio, zinco e rame, contengono le vitamine del gruppo b, compresa la b12, e le vitamine A e K e la loro natura mucillaginosa le rende preziose per il buon funzionamento dell’intestino.

Le alghe più conosciute e usate sono
La kombu, perfetta come ingrediente nelle zuppe, e perfetta se usata nella cottura di cereali e legumi grazie alla proprietà di ammorbidire ciò con cui viene cucinata.
La wakame, caratterizzata da un sapore molto delicato, e caratterizzata dalla ricchezza di calcio.
La hijiki, hanno un sapore molto intenso e si abbinano bene con tofu e cereali.
La nori, l’alga più conosciuta perché l’ingrediente principe del sushi, e perfetta da abbinare ai cibi grassi perché ne favorisce la digestione.
L’agar agar, conosciuta anche come kanten, viene venduta in fiocchi ed usata come gelatificante di piatti dolci e salati.

Ovviamente chi non ha mai sentito parlare di alghe si starà chiedendo come mai si possono usare nei piatti d tutti i giorni ed allora ho pensato di darvi qualche idea di utilizzo.

Innanzitutto si possono usare come ingrediente base nelle zuppe, abbinata a porri, carote, zucchine e qualsiasi altra verdure che preferite; l’alga wakame si può usare come condimento della bruschetta tostandola in forno, pestandola con un mortaio ed usando questa polvere per accompagnare una fetta di pane saporito e tostato. Con un foglio di alga nori potrete provare pure voi a cimentarvi con il sushi e scoprire che andata matti per arrotolare alghe, riso e verdure, oppure potete usare la nori tostata e sbriciolata come condimento per zucca e porri cotti al forno.

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Come Scegliere un Tappeto

Caldi, morbidi ed accoglienti, in pelle, pelliccia, etnici o esotici, i tappeti sono una soluzione decorativa facile ed efficace, delimitano spazi, rafforzano stili e danno una nota di colore alla tua casa. Soli possono fare da pezzi di decorazione o creare un punto focale dentro un ambiente, pertanto bisogna fare attenzione quando si scelgono, tenendo presenti i fattori chiave perché facciano la differenza.

La prima cosa da definire quando scegli un tappeto è la funzione che intendi dargli: se ti serve per delimitare un ambiente, tieni presente che le dimensioni devono essere sufficienti da accogliere e contenere i mobili che desideri delimitare.Se invece vuoi risaltare un mobile, come un letto o una tavola da pranzo, il tappeto dovrà eccedere almeno 80 cm dai bordi del letto e 20 cm dai bordi del divano.

In ogni caso, i mobili devono rimanere rigorosamente all’interno della superficie del tappeto. E il tappeto, ritirato qualche centimetro da porte e pareti. Per dare una sensazione di maggiore ampiezza e luminosità nei corridoi, nell’entrata o in zone scure, scegli tappeti in tonalità chiare; invece nelle camere con più spazio, dove il tappeto può godere di protagonismo, puoi optare per colori più forti, finanche scuri se la stanza è ben illuminata, o colori tenui se intendi solo risaltare un mobile o un oggetto.

Se vuoi comprare un tappeto per sedertici su, di fronte alla tv per esempio, sarà meglio sceglierlo morbido; più robusto e più facilmente lavabile se vuoi metterlo invece sotto il tavolo da pranzo o in zone che implicano un maggiore calpestio. Se cerchi un tappeto per il soggiorno, che generalmente ospita una zona occupata dalla tavola ed una da relax con poltrone e divani, deciditi per due tappeti medi invece che uno solo grande. I tappeti non devono essere rigorosamente combinati: devono avere un elemento comune, come il colore, la forma o la testura, cosicché puoi usarne diversi dello stesso tono ma di altezze e materiali distinti.

Il colore deve essere in armonia con i mobili e il tono generale della decorazione. Se il tuo salotto ha colori accesi, un tappeto di tonalità neutre non competerà con gli altri colori. Scegli pure toni e stampati osati se invece la sala è neutra. I tappeti lisci sono perfetti per il parquet, la ceramica stampata, i mosaici o mattoncini. Per ambienti minimalisti vanno bene le tonalità pure, mentre se hai una casa in stile classico preferisci i tappeti di disegno con tonalità calde.

Il materiale più adeguato per i tappeti è la lana tessuta a mano, hanno tatto soave e calpestio silenzioso, offrendo comfort e accoglienza. Quelli in fibra vegetale sono più leggeri, puoi usarli in ambienti freschi della casa, e destinare invece quelli di cotone alle camere da letto giacché ammettono lavaggi più frequenti, e quelli in acrilico per le camerette infantili. Se cerchi una proposta originale, opta per sovrapposizioni di tappeti combinando toni complementari, che sono all’ultima moda.

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Come Scegliere il Sistema di Riscaldamento per Casa

Esistono varie tipologie di impianti per il riscaldamento delle abitazioni. Con questa guida facciamo un’ analisi sui vari sistemi con il fine di poter fare, per la nostra casa, la scelta più giusta e consapevole, tenendo conto di vari fattori, come per esempio la struttura dell’abitazione e la seguente manutenzione dell’ impianto.

Un impianto di riscaldamento centrale, può funzionare a olio combustibile, gas, elettricità o combustibile solido, che è meno usato. Fatta eccezione per quello a elettricità, tutti questi sistemi sono a circolazione d’ acqua, che viene riscaldata da una caldaia e, diminuendo di densità, sale lungo una tubazione ascendente che viene chiamata colonna. Questa, alimenta i radiatori situati nelle varie stanze e su diversi piani e sfocia in un serbatoio d’ espansione, solitamente situato nel sottotetto, dal quale parte una colonna discendente che attraversa i vari radiatori e ritorna alla caldaia.

Passando attraverso i radiatori, l’acqua cede calore, la sua temperatura diminuisce, aumenta di densità e quindi tende a ridiscendere verso la caldaia seguendo la colonna discendente. La circolazione dell’ acqua nell’ impianto è continua e avviene per effetto della diversa temperatura tra la colonna discendente e quella ascendente. Nei grossi impianti, per esempio quelli installati in edifici a più piani, è necessario montare una pompa per potenziare la spinta dell’ acqua. Negli impianti che forniscono anche l’ acqua calda, la colonna ascendente per il riscaldamento è separata da quella per l’ impianto idraulico.

Nel sistema di riscaldamento a elettricità, il tipo di impianto centrale più comune è quello nel quale l’ aria viene convogliata su una batteria di accumulatori e poi inviata ad apposite bacchette collocate nelle varie stanze. Un dispositivo apposito, ti consente di chiudere le bocchette e di regolare l’ afflusso dell’ aria. Dopo aver analizzato i vari tipi di sistemi per il riscaldamento, prendi in esame anche la struttura della tua casa e, soprattutto i costi d’ esercizio. Un impianto elettrico non necessita di particolare manutenzione, ma il suo funzionamento comporta consumi e quindi, costi elevati.

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Come Scegliere il Piano Cottura

Scegliere gli elettrodomestici e gli utensili che andranno a coabitare con noi non è sempre semplice: la scelta deve orientarsi su precisi canoni che riguardano la comodità, l’attualità del modelli e l’ultraversatilità. Ecco come orientarsi nella scelta del piano cottura.

Un elemento fondamentale nella scelta del piano cottura è quello di considerare lo spazio che si ha a disposizione: se in cucina non hai troppo piano di lavoro a disposizione, ti consiglio di scegliere i fuochi ribaltabili. In pratica, grazie ad una cerniera posta sul lato posteriore, quando sono spenti, i fuochi possono essere sollevati e messi in verticale, in modo da creare uno spazio sottostante utile come piano di appoggio.

Se sei un cuoco provetto, allora puoi scegliere i piani multifunzione che, oltre ai classici bruciatori, sono dotati di una piastra elettrica: se invece sei mancino, allora opta per un piano di cottura con manopole frontali e non laterali, un dettaglio che ti farà eseguire le operazioni con maggiore celerità.

Nella scelta ti conviene valutare il tipo di energia: i piani sono a gas, elettrici e/o ad induzione. Scegli cosa ti conviene in funzione anche e soprattutto dei contratti che hai già stipulato con i differenti gestori. Infine l’ultimo consiglio riguarda la velocità d’esecuzione: se ti serve velocità, allora scegli un modello che abbia bruciatori a tripla o quadrupla corona, ossia potenziati per aumentare la resa anche con pentole di grandi dimensioni.

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